«Ciao, sei single?» per la serie “tentar non nuoce…”

Come già vi ho accennato parlandovi dei dragueurs parigini, se ne possono vedere di tutti i tipi, ognuno col suo metodo spesso molto creativo… Ma cosa fanno esattamente i francofoni quando vogliono rimorchiare una ragazza?
Ecco qui la mia Top 10 dei modi più semplici o originali che un giovane garçon può inventarsi per avvicinare una mademoiselle.

ATTENZIONE Con questa classifica non voglio certo esaurire la varietà e molteplicità di tipologie che si possono incontrare nella bella Paris (potrei in effetti rivalutare l’idea di scriverci un libro…), ma aprirò una finestra sulla fauna maschile che forse non tutti si aspettano.

N°10 – Il classico

Stai passeggiando per strada, un ragazzo viene nel senso inverso, tu gli passi davanti e lui, molto semplicemente e pacatamente, ti ferma. Ti ferma, travolgendoti in un batter d’occhio di complimenti e belle parole – che dette in francese sembrano ancora più belle – con molta cortesia e discrezione ma in modo piuttosto diretto e poco fraintendibile…

In questi casi inventa che sei in vacanza e stai per ripartire, o che il tuo telefono non funziona all’estero e anzi è pure rotto!

N°9 – Lo sportivo

Sei al parco, passeggi, ti siedi, leggi un libro, scatti qualche foto… ti guardi intorno per decidere dove continuare la passeggiata. In quel momento passa un ragazzo che fa jogging. Come nei film, questi ti supera, si volta, si ferma e, preoccupato nel vederti semi spaesata, si appresta in tuo soccorso chiedendoti «stai cercando qualcuno? Hai perso la strada?». E via in chiacchiere.

In questi casi, fingi di non capire il francese. Tra l’altro, se poi scopri che il tipo parla Ch’ti, è anche abbastanza plausibile!

N°8 – Il disorientato riconoscente

Ragazzo in metro ti chiede indicazioni circa la direzione da prendere. Ti trovi su una linea che a un tratto ha una biforcazione; ti accorgi che il soggetto ha sbagliato direzione, glielo fai notare… e lui per ringraziarti inizia a riempirti di complimenti e infine ti chiede se potrete mai rivedervi…

La risposta top è «Se il fato ci ha fatti incontrare… ci farà ritrovare. Tanto prendiamo la stessa linea!» Con buona probabilità non lo rivedrai più.

N°7 – Il turista cuoco

Stai passeggiando in centro. Un passante, turista, ti chiede se puoi fargli una foto con la sua macchina fotografica. Mai dire di sì! Ecco che attacca bottone, e il turista si offre come guida turistica, dato che tu sei più turista di lui. Se poi il provola di turno è pure uno chef di non so quale città francese, a Parigi per una specie di “convegno culinario”… non puoi sfuggire a un invito a cena per degustare le sue specialità.

In queste situazioni non servirebbe neanche dire di essere vegana… piuttosto fingi una colica!

N°6 – L’acculturato

Stai tranquilla su una panchina in un parco. Vicino a te, una busta con delle riviste appena comprate. Nella panchina accanto, un uomo dice di essere interessato alle tue riviste e ti chiede se può dare un’occhiata. Mai essere cortesi! Il seguito è un continuo di domande: e perché hai preso quella rivista… e di che ti occupi… e da dove vieni etc etc. Finché non capisci che della rivista non gliene importava nulla.

La prossima volta che ti chiedono qualcosa in prestito rispondi «NO! È mio… il mio tessssoro…….»

N°5 – L’occupato

Sei seduta davanti Notre Dame. Ammiri la facciata di quell’opera d’arte; dietro di te, un tizio al telefono, con molta nonchalance e sembrando molto preso dalla telefonata, ti chiede una penna per appuntare qualcosa. Sfortunatamente tu hai una penna, e siccome sei cortese, gliela presti. Lui a fine telefonata ti rende la penna, ringraziandoti e attaccando con le chiacchiere, per poi finire a offrirti un caffè in un bistrot sul lungosenna.

La prossima volta, dileguati mentre ancora è al telefono! E la penna… regalagliela! Se invece vuoi approfittarne un pochino, i bistrot lungo la rive gauche sono molto carini e hanno un’ottima visuale su Notre Dame… 😉

N°4 – L’usciere timido

Abiti vicino a un hotel, davanti al quale passi più volte avanti indietro, di giorno e di notte. Ti stai godendo la tua vita parigina e ti viene naturale camminare sorridendo. L’usciere dell’hotel ti saluta sempre – perché in Francia si salutano sempre tutti – e tu ovviamente ricambi il bonjour. Finché, un giorno, lui si lancia… e con delicatezza e un filo di voce – perché in Francia parlano tutti sotto voce! – “osa” fare apprezzamenti sul tuo sorriso, esordendo con un Mademoiselle, vous êtes très charmante…

Qui forse l’unico espediente per non lasciarsi abbindolare da chiacchiere e galanteria è fingere di essere già felicemente impegnata. I dragueurs in genere desistono se il tuo cuoricino è già occupato: concorrenza = inutile fatica!

MA ARRIVIAMO AL PODIO

Ormai sei un’esperta nel riconoscere se ti stanno chiedendo solo una semplice informazione o “altro”, quindi nei prossimi casi i consigli saranno già integrati nella storia.

N°3 – Speedy Gonzales

Al terzo posto, quello che senza dubbio è il numero uno in velocità.
Uscendo dalla metro, segui la corrente di persone che come te si dirigono verso una delle uscite. Un ragazzo che cammina davanti a te si gira di scatto e ti chiede a bruciapelo «sei single?». Tu fingi senza esitare, e alla tua risposta negativa, il tale si rigira come se nulla fosse accaduto, e riprende la sua marcia davanti a te. – Incommentabile –

N°2 – Il “disinteressato”

Ti trovi in un paesino della banlieue parigina, zona di periferia in cui non sei mai stata, tutto è nuovo e, chiaramente, ti perdi. Nel tentare di raggiungere la stazione del treno, chiedi informazioni a un tizio davanti a un negozio.
– Scusi, per la stazione…?

– Vai sempre dritta e poi a destra.(poi, modalità “provola” ON) Ma… sei molto affascinante… possiamo parlare due minuti? Hai già qualcuno nella tua vita…?

– (sorpresa da una tale domanda che ti sembra di stare nell’800, tra l’altro lì si usa dare del “voi”, fingi spudoratamente) Mmmm.. sì certo che ho quacuno!

– (modalità “provola” OFF) Ok… Bene. Allora… vai sempre dritta e poi a destra!

N°1 – Il macchinista della metro

È sera, devi tornare a casa e ti affretti per prendere l’ultima corsa della metro. Sei al capolinea, la metro è ancora ferma ma partirà da un minuto all’altro. Ti accorgi di essere in coda al treno, ma l’uscita nella tua stazione è in testa al treno (questi calcoli si fanno sempre, pure a Roma figuriamoci, con due linee e mezzo!).
Fai quindi una corsa lungo tutta la banchina della stazione per raggiungere il primo vagone, con l’ansia che le porte si chiudano davanti a te. Finalmente raggiungi il “tuo” vagone, fai per salire… e in quel momento fa capolino LUI: il macchinista.

Questo giovine parigino fa un commento sulla tua corsa chiedendoti qualcosa tipo «ma volevi guidare tu?!» – In realtà non capisci bene cosa ha detto, pensi ti stia domandando perché hai corso tanto, e spieghi in uno pseudo francese che la tua uscita bla bla bla il vagone in testa al treno bla bla bla… Ma lui, come se non ti ascoltasse, ripete – di fatto – quello che ha detto prima:

«VUOI GUIDARE TU?»

Stavolta tu capisci. E tutto si ferma. Incredula, soprattutto convinta di non capire ancora bene il francese, chiedi se sta dicendo sul serio..
Alla sua conferma, starà a te decidere se salire su quel treno da passeggero come al solito, o se sedere accanto al macchinista, dimenticando / ignorando tutta la classifica precendente.
Perché, in fondo, quando ti ricapita di guidare la metro di Parigi? *_*

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