“Funerali di vita”… e figuracce

Quando abitavo a Parigi ho collezionato una serie di figuracce con varie persone, quasi sempre perché, soprattutto all’inizio, non capivo bene cosa dicevano, o non sapevo esprimermi in modo efficace.

È il caso di quando ho confuso alcuni termini che, per un débutant (principiante), si assomigliano molto. Ecco cosa è successo.

Per un periodo abbastanza lungo ho lavorato per una scuola di ballo, e ogni tanto c’era qualche stagista che veniva un mese o due a fare tirocinio da noi. Alcuni giorni dovevamo lavorare insieme. Ebbene, un bel giorno, mentre mi stavo recando a lavoro, ho ricevuto un sms da parte di una stagista che mi avvisava:
Aujourd’hui je ne peux pas venir, j’ai un enterrement. Cioè, “oggi non posso venire, ho un… enterrement”.
Un che?
Ora, questo enterrement io all’inizio non l’ho capito molto bene… Non conoscevo (ancora) questa parola, e a prima vista l’ho scambiata con una simile: entraînement (allenamento). Chiaramente, simile solo nella forma, non certo nel significato.
Nella confusione, mi sono chiesta cosa c’entrasse l’allenamento; a parte che non mi sembrava una tipa molto sportiva, ma poi non era un motivo valido per non venire a lavoro. Così nella mia testa, per dare un senso a quel messaggio, ho associato entraînement a entretien, che tra le altre cose significa anche colloquio, come ad esempio un entretien d’embauche (colloquio di lavoro). Beh è ovvio, finito il tirocinio vorrà trovare un lavoro e sta facendo dei colloqui sin da ora!

Così ho risposto al messaggio con un semplice “ok, non c’è problema”, e meno male che non le ho augurato buona fortuna o cose simili! Infatti, poi per scrupolo ho cercato sul vocabolario cosa volesse dire enterrement, perché avevo come il sentore che tutti questi allenamenti e colloqui fossero comunque un po’ stonati…
Potete immaginare la mia sorpresa quando ho visto che enterrement significa FUNERALE!!!
Che figura… la povera ragazza avrà pensato che ho la sensibilità di un fachiro. Va beh pazienza. Alla prima occasione le ho spiegato che non avevo capito il suo messaggio altrimenti le avrei quantomeno detto che mi dispiaceva, e ovviamente lei ha capito. In ogni caso non era successo nulla di grave.

Ma le insidie della lingua francese non erano finite!

Proprio poco tempo dopo mi sono trovata a parlare con un amico, era un lunedì e la domanda classica era T’as bien passé le weekend ? Qu’est-ce que t’as fait ? (Hai passato bene il weekend? Cosa hai fatto?)
Lui mi ha detto di essere stato a un enterrement de vie
“Cavolo! Enterrement. Quindi funerale!!! Stavolta sono preparata, ORA SO COSA VUOL DIRE!!!” Ecco ciò che ho pensato, felice di sapere finalmente cosa rispondere in questi casi.

Hai presente quel senso di onnipotenza che ti assale quando pensi di avere la situazione sotto controllo, di sapere esattamente cosa fare, di avere l’occasione di mettere in pratica quanto imparato, tra l’altro al prezzo di una discreta figuraccia, anzi di avere finalmente l’occasione di una piccola rivincita su quella lingua che ti aveva giocato un brutto scherzo?! 

Pensando al funerale di cui sopra, e pronta a fare il mio figurone rispondendo – stavolta – con le parole giuste, mi sono quindi affrettata a dire che mi dispiaceva e a fare le mie condoglianze……

Ecco. FORSE, quel sorriso sul volto del mio amico mentre mi raccontava di esser stato a un “enterrement di qualche cosa” avrebbe dovuto mettermi la pulce nell’orecchio. Potrai immaginare il mio stupore nel vederlo ridere alle mie condoglianze, ma soprattutto il suo stupore nel sentirmi triste e dispiaciuta, dato che enterrement de vie non ha niente a che fare con “enterrement e basta”. E se enterrement vuol dire funerale, enterrement de vie significa niente po’ po’ di meno che ADDIO AL CELIBATO!!!

O mio Dio! Ho fatto le condoglianze a un mio amico che era andato a un addio al celibato!
Ma soprattutto, i Francesi chiamano l’addio al celibato (idem per l’addio al nubilato) “funerale di vita”?!? Lo vedono proprio bene il matrimonio eh!

Bon, e anche quest’altra figuraccia non me l’ha tolta nessuno. Il mio amico mi ha poi spiegato cosa fosse un enterrement de vie, e si è dovuto sorbire anche la mia rabbia verso due modi così simili per esprimere due concetti praticamente opposti.

Alla fine comunque ci siamo fatti due risate. 😉

Morale della favola

Non avere paura di fare brutte figure!

Quando studi una lingua straniera è normale che situazioni del genere, e anche più pesanti, siano all’ordine del giorno. Non c’è nulla di male a non conoscere tutte le parole, ed è legittimo chiedere alla persona con cui stai parlando una spiegazione in più. A volte scervellarti per trovare una risposta nella tua testa, come ho fatto io, può far qualche pasticcio, ma spesso invece è un allenamento mentale molto utile per aiutarti a collegare concetti già appresi e memorizzare nuovi significati.

Puoi ingegnarti da solo a tradurre parole sconosciute, cercandole sul vocabolario o provando a intuirne il significato tramite un ragionamento; puoi chiedere al Francese di turno di ripetere cosa ha detto perché non hai capito, o di fermarsi un attimo a indicarti la parola nuova e aiutarti a capirne il senso. Che chiedi o che non chiedi, c’è una probabilità che le cose non vadano al 100% come speri. Può capitarti di avere solo un piccolo malinteso o di fare una figuraccia colossale, puoi incontrare persone non molto simpatiche che ti prendono in giro o si scocciano alle tue domande. L’unica cosa che devi fare in ogni caso è: non avere paura di fare figuracce!

Non avere paura a buttarti in mezzo alla mischia, parla, rispondi, fai domande, balbetta e sbaglia! 

Solo così imparerai davvero, e imparerai più in fretta.
Il vecchio saggio diceva: “sbagliando si impara”. Quanto è vero! Più provi, più chiarisci i tuoi dubbi, più consolidi le tue conoscenze. E se il prezzo da pagare è qualche figuraccia più o meno piccola, o qualche risata di troppo, direi che si può fare. Tanto il giorno dopo figuracce e malintesi non se li ricorda più nessuno. E se se li ricordano, sii tu il primo a riderci su! O preferisci rimanertene da una parte senza capirci nulla e senza interagire “per paura di…”?  😉

Vas-y ! Courage !

Ps. Io di sicuro entretien, entraînement, enterrement e enterrement de vie non li confonderò più!!!
Silvia Tarantino
Silvia Tarantino

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