Parigi sottosopra

Una Parigi malsana e indecente, nulla a che vedere con l’immagine di eleganza e sciccheria che ha oggi: questo trovò Haussmann quando iniziò il suo operato sotto le direttive di Napoleone III, nella seconda metà dell’Ottocento. Fu proprio grazie a lui però, che la Ville lumière riemerse dal suo lerciume, abbellita, ripulita, fresca e vivibile. L’intento di Haussmann era infatti di rendere abitazioni e spazi comuni “degni d’uomo”: sicuri, sani, funzionali e piacevoli. A costo di metter sottosopra la città.

Ed è esattamente quello che fece.

La fisionomia che Parigi aveva avuto fino a quel momento cambiò radicalmente. Un turista della prima metà del secolo non avrebbe potuto riconoscerla se fosse ripassato da quelle parti qualche decennio dopo. Tutto quello che la città era diventata piano piano in diciannove secoli di storia, fu rivisto e rivoluzionato, cancellato come con un colpo di bianchetto, ripensato a tavolino e ricostruito neanche fosse di lego. Non ci si facevano, evidentemente, tanti scrupoli circa il restauro dei beni architettonici o l’esproprio di interi quartieri abitati, né c’erano altri problemini da poco legati alla disponibilità economica per una mole così ampia di interventi. Chi poteva decidere, poteva agire indisturbato, con mezzi e risorse praticamente illimitati. Fatto sta che la città conobbe una nuova rinascita, direi quasi una seconda fondazione…

Ecco quello che il prefetto Haussmann ideò per fare di Parigi una capitale moderna e sostenibile.

Interventi sotto terra

Sventrò il suolo di Parigi: grazie all’aiuto dell’ingegnere Eugène Belgrand, costruì 600 chilometri di fogne, fece installare le condotte del gas che permisero di illuminare la città e offrire maggior sicurezza di notte. Nel sottosuolo erano raccolte e incanalate anche le acque provenienti dalla regione Champagne, grazie a due acquedotti che portavano in città migliaia di metri cubi d’acqua al giorno. Il reticolo di condotti sotterranei era concepito da Haussmann come un sistema linfatico che nutriva il “corpo” della città senza essere visto dall’esterno, così da preservare insieme la funzionalità e l’estetica.

Interventi sopra la terra

Rase al suolo tre quarti dell’Île-de-la-CIté, uno dei quartieri più malsani della città.

Fece demolire 20.000 case per poter aprire nuove strade lunghe e ampie, ricostruendo poi più di 34.000 immobili dallo stile inconfondibile.

Una città più ariosa, strade più sicure, acque più limpide, abitazioni confortevoli. Tutto questo sarebbe stato già sufficiente per rendere l’intervento di Haussmann senza precedenti. Ma il progetto di risistemazione generale di Parigi fu attuato pienamente anche grazie all’attenzione rivolta al paesaggio.

L’esperienza di Napoleone nei parchi londinesi, in cui ricchi e poveri avevano ugualmente libero accesso, fu illuminante e ispirò la sua politica urbanistica: si voleva dare la stessa possibilità ai parigini, apportando benessere e salute non solo alle classi sociali elevate, ma anche alle più modeste. Per rispondere a questa esigenza, Haussmann instituì nel 1855 il “Services des Promenades et Plantations”, ponendone a capo l’ingegnere Adolphe Alphand, che collaborò con l’architetto Jean-Antoine Davioud e il paesaggista Jean-Pierre Barillet-Deschamps alla realizzazione di una consistente rete di parchi e giardini, spazi verdi di tutti i tipi e di tutte le taglie.

Come li definì Haussmann stesso nelle sue memorie, si trattava di “ricchi abbellimenti, tutti questi spazi verdi, distributori di salute, difensori della vita umana che la loro influenza benefica estende, offrendo inoltre luoghi di riposo e piacere ai lavoratori e alle loro famiglie”.

… féconds embellissements, de tous ces espaces verdoyants, dispensateurs de salubrité, défenseurs de la vie humaine que leur influence bienfaisante prolonge, offrant par surcroît, des lieux de repos et de plaisance aux travailleurs et à leurs familles

ricchi abbellimenti, tutti questi spazi verdi, distributori di salute, difensori della vita umana che la loro influenza benefica estende, offrendo inoltre luoghi di riposo e piacere ai lavoratori e alle loro famiglie

Georges-Eugène Haussmann

L’équipe di Haussmann

La volontà di Napoleone III e le idee di Haussmann sarebbero rimaste un volo pindarico, senza il lavoro rigoroso e competente degli uomini succitati.

All’ingegnere Eugène Belgrand fu affidata la gestione del sistema idrico della città, ad Alphand il sistema paesaggistico: questi si servì dell’aiuto dell’orticultore paesaggista Barillet-Deschamp per l’organizzazione delle piantumazioni (alberi, prati, fioriture), e dell’architetto Davioud per la progettazione di tutti gli edifici e i manufatti dei parchi (chioschi, ristoranti, grotte artificiali, recinzioni, panchine etc.).

Silvia Tarantino
Silvia Tarantino

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