Paris en mouvement

Come avete letto nella mia presentazione, ho avuto modo di trascorrere qualche anno a Parigi, città in cui da sempre sognavo di abitare.

In questo tempo vissuto un po’ da bohémienne, un po’ da perenne turista, mi sono divertita ad esplorare questa bella città e a perdermi nei vicoli più stretti che mi ricordano la mia bella Roma. Se si esclude la banlieue ovviamente (che NON È Parigi), Parigi è molto più piccola di Roma e posso girarla a piedi senza stancarmi, e poi all’occorrenza ci sono i velib’, gli autolib’, i bus, l’RER, le metro… quante metro!

Ed è proprio dal mondo souterrain che nasce una semplice riflessione, dovuta soprattutto al paragone con i mezzi pubblici romani con cui ho combattuto una vita:

Parigi è in movimento!

  • È in movimento perché è una città creativa, dinamica, viva: un’offerta di attività ed eventi talmente diversificata e continua in tutto l’anno, che non si può certo stare chiusi in casa ad annoiarsi.
  • È in movimento perché le numerose etnie che qui si incontrano la rendono un piccolo concentrato di mondo, tanto variegato quanto ben organizzato.
  • Ed è in movimento, ovviamente, perché ci si può spostare agevolmente e rapidamente “anche senza motorino”, e chi conosce un po’ Roma da questo punto di vista, sono certa che capirà all’istante.

Cosa c’entra il movimento in senso “culturale” con quello “fisico”? Beh, girando qua e là per la città, percorrendo migliaia di corridoi tra una banchina e l’altra delle varie linee metro, la quantità di cartelloni pubblicitari presenti è impressionante, ed è così che Parigi si fa conoscere, così presenta la sua offerta. Che si tratti di concerti, esposizioni, spettacoli teatrali, manifestazioni, cinema o altro, credo non ci sia abitante, turista o lavoratore di passaggio che non si lasci incuriosire.

E così la metro veicola l’informazione, permette all’attrattiva di arrivare al pubblico, da un lato; e dall’altro permette al pubblico di raggiungere i luoghi interessati! Perché, si sa, la metro a Parigi arriva un po’ dappertutto…

Cos’è “Paris en mouvement”?

“Paris en mouvement” è un’espressione che ho coniato riadattando una teoria del celebre paesaggista francese Gilles Clément: le Jardin en Mouvement.

Secondo la sua concezione del giardino, le piante non sono costrette da schemi e disegni prestabiliti da un giardiniere, ma vengono lasciate libere, e le piante a ciclo annuale e biennale si spostano, germinando di volta in volta dove il vento, gli animali o l’uomo hanno trasportato i loro semi. E così le piante si muovono e la fisionomia del paesaggio cambia, in modo del tutto spontaneo e, allo stesso tempo, ordinato.

Spontaneità, cambiamento, movimento, ordine.

Queste caratteristiche appartengono anche alla mia Parigi in movimento. La spontaneità dei gruppi che si incontrano per fare picnic sul lungo Senna o per ballare nelle piazze; il cambiamento della città che a seconda della stagione si veste di spiagge o piste di pattinaggio, musei e giochi a cielo aperto o mercatini di Natale; il movimento delle persone che corrono da un arrondissement all’altro per lavoro, ma anche per visitare un’esposizione o andare a un concerto; il tutto con un ordine da far invidia agli svizzeri, perché Parigi è ordinata, anche quando i clochards urinano sotto un ponte o famigliole di topi attraversano il parvis di Notre Dame (presente Ratatouille?!). Ho girato questa città – intra muros – in lungo e in largo, a qualsiasi ora del giorno e della notte, con ogni mezzo di trasporto, e mi sono sempre sentita in piena sicurezza!

In questo blog vi parlerò di come Parigi cambia nel tempo delle stagioni e dei secoli, e di come i suoi abitanti si muovono; ma una particolare attenzione la riserverò alla metro. Sì sì, proprio alla metro! Che non è solo uno strumento per spostarsi da un punto all’altro, ma è legata alla storia della città, e può offrirci lo spunto per conoscerla meglio e capire le tracce che ancora oggi ritroviamo in molte stazioni…

Allora siete pronti? C’est parti!