Le principali difficoltà della lingua francese: conosci il tuo nemico, e non spaventarti!

Il francese presenta diverse difficoltà che ci possono mettere un po’ in crisi. Per affrontarle nel modo giusto bisogna prima “conoscere il nemico”. Vediamo insieme le principali ostilità del francese per un madrelingua italiano.

Come detto nel podcast “6 cose da NON fare per imparare il francese”, il francese si regge su 4 pilastri che sono:

  • la grammatica
  • il vocabolario
  • la fonetica + l’ortografia
  • la comunicazione

Ebbene, ognuno di questi pilastri ha degli aspetti molto lontani dall’italiano, per cui in molti casi abbiamo qualche perplessità e incertezza. Come se non bastasse, c’è anche un ambito “bonus”, strettamente legato alla fonetica in realtà, ma che può essere trattato come un argomento a parte: l’ortografia. Ma vediamo in ognuno quali sono gli aspetti a cui fare particolare attenzione.

La grammatica

Partiamo dall’aspetto (apparentemente) più noioso ma allo stesso tempo meno complesso, o almeno, meno di quanto non sembri. La grammatica francese è abbastanza simile a quella italiana, e in questo dobbiamo ritenerci fortunati, perché con poco sforzo possiamo raggiungere in breve tempo buonissimi livelli di francese proprio grazie a questa somiglianza. Ci sono tuttavia alcune differenze fondamentali che è bene conoscere, con diverse priorità a seconda del livello linguistico. Una volta imparate le principali differenze, praticare la lingua sarà sicuramente più semplice.

  • La frase interrogativa

Ci sono 3 modi per porre le domande in francese, la difficoltà è che in un caso usano una costruzione intraducibile, che bisogna fare attenzione a non mischiare questi tre modi, e soprattutto capire in quali contesti utilizzarli. 

  • La frase negativa

La differenza è ancora nella struttura della frase che presenta una particella in più rispetto a quello che diremmo noi, e questo crea delle difficoltà soprattutto nelle frasi più complesse, con pronomi, verbi composti e preposizioni, dove bisogna alternare le parole nel modo giusto e non è sempre “come in italiano”.

  • I gallicismi

Il francese non ha solo un’origine latina, ma ha risentito molto anche dell’influenza dei Galli, che hanno lasciato in eredità delle costruzioni grammaticali un po’ strane per noi, e che riguardano l’espressione di azioni passate, presenti e future. La buona notizia è che in alcuni casi ci semplificano la vita perché in effetti ci permettono di utilizzare moltissimi verbi anche se non ne conosciamo la coniugazione (è sufficiente l’infinito!) 

  • Il congiuntivo

Il congiuntivo è problematico anche in italiano. In francese sta praticamente cadendo in disuso in alcuni contesti. La brutta notizia è che a volte è obbligatorio, e quando in francese qualcosa è obbligatorio, non si transige! La buona notizia è che a volte quando in italiano lo usiamo, in francese si preferisce l’indicativo, e questo per noi è un grande vantaggio!

  • La concordanza dei tempi

Un altro aspetto che a volte in francese differisce dall’italiano è la concordanza dei tempi, ossia l’utilizzo dei tempi verbali nelle frasi più complesse. È un aspetto che riguarda già un francese di livello avanzato.

  • Le preposizioni

Come in italiano, anche in francese esistono molte preposizioni, semplici e articolate, e la difficoltà è che a volte le preposizioni in francese sono diverse dalle nostre oppure non si usano mentre da noi sì, e viceversa (ad. esempio: spero di andare… diventa “j’espère aller”, quindi la preposizione “di” in questo caso non si mette.

La fonetica

La fonetica francese, come dico sempre, è un dramma. Con questo non voglio certo scoraggiarvi, ma solo farvi drizzare le orecchie per farvi essere il più possibile attenti a questo aspetto, troppo spesso sottovalutato. Saper pronunciare bene le parole in francese può fare davvero la differenza per comunicare più facilmente: innanzitutto per essere compresi senza troppi sforzi da parte dei vostri interlocutori, ma anche per capire come parlano i madrelingua, e a volte certe sfumature possono cambiare il senso delle parole.

  • I suoni che in italiano non abbiamo

Una delle maggiori difficoltà nella pronuncia è la presenza di suoni che in italiano non abbiamo e che, quindi, ci riesce davvero difficile da riprodurre spontaneamente, come nel caso delle nasali, o la tipica R moscia.

  • La liaison

Sono i “legami” tra due parole, che a volte si fanno, a volte no. Il problema è capire quando! È sicuramente utile imparare delle regoline molto importanti, ma poi bisogna farci l’orecchio, e alla fine diventerà qualcosa di spontaneo e automatico anche per noi.

  • Le lettere non pronunciate o con pronuncia variabile a seconda dei casi

Se in italiano leggiamo tutte le lettere e tendenzialmente si pronunciano circa tutte allo stesso modo, in francese no. Ci sono lettere che non si pronunciano a seconda di dove sono collocate nella parola, lettere che si pronunciano a seconda dei casi, lettere che si pronunciano in modo molto diverso in base alle lettere che le seguono o precedono… insomma, questo aspetto della fonetica non è la cosa più semplice del mondo.

L'ortografia

Strettamente legata alla fonetica è l’ortografia. Se imparo a leggere, e quindi a pronunciare le parole nel modo giusto, piano piano questo mi servirà anche per scrivere nel modo giusto. Ma l’ortografia ha anche qualche insidia in più. Ecco tutto ciò a cui dover fare attenzione.

  • Gli aspetti della fonetica utili anche per l’ortografia

Come appunto le lettere non pronunciate o con pronuncia variabile a seconda dei casi, dato che se conosciamo la pronuncia di una parola, non è detto che la sappiamo anche scrivere e viceversa.

  • Gli accenti

A differenza dell’italiano, in francese gli accenti sono obbligatori e ne hanno anche diversi. Questo da un lato può creare problemi nella scrittura, ma dall’altro è anche vero che se si impara a leggerli, possono poi facilitarci all’orale.

Il vocabolario

Se non conosci le parole è un po’ tutto inutile… Le principali difficoltà in questo ambito riguardano:

  • Il maschile e femminile di nomi e aggettivi

La formazione del femminile a partire dal maschile è un po’ complicata perché ci sono tante regoline da ricordare, anche se molto spesso (e questa è una buona notizia) ritroviamo un parallelo nel maschile e femminile italiano. Un’altra difficoltà legata ai generi delle parole è il fatto che capita ci siano alcune parole maschili in italiano e femminili in francese e viceversa, e questo può crearci confusione.

  • Il plurale e singolare dei nomi e degli aggettivi

Come per il maschile e femminile, anche formare il plurale dal singolare non è la cosa più intuitiva del mondo, anche perché, accanto alla regola base che è semplice e per fortuna funziona spesso, ci sono numerosi casi particolari ed eccezioni a complicarci la vita. E anche in questo caso, ci sono parole che in italiano solo singolari e in francese plurali e viceversa.

  • I falsi amici

Come in ogni lingua straniera che si rispetti, anche in francese esistono non pochi falsi amici, che a parer mio sono la cosa più odiosa che esista perché le gaffe sono assicurate!

  • Le parole abbreviate

Un po’ come nel gergo romanesco, dove tagliamo spesso e volentieri la parte finale delle parole (amò, andà, tesò, Giusè, etc.), anche in francese si usa accorciare le parole, più che latro nel linguaggio orale o familiare. Il problema è che se uno non lo sa, a volte si fa fatica a ricollegare l’abbreviazione alla parola intera.

  • Le espressioni “dialettali”

A proposito di gergo, anche in francese esistono variazioni linguistiche da nord a sud (e non parliamo del francese degli altri paesi francofoni). Niente a che vedere con la miriade di dialetti e accenti italiani, ma “nel loro piccolo” anche i diversi modi di parlare francesi possono metterci in difficoltà. Stesso discorso per il linguaggio giovanile e del linguaggio chiamato “verlan” dove si parla mettendo le sillabe al contrario, come se io invece di dire “gioco” dicessi “cogio”…

  • I numeri dopo il 69

Eh no, i Francesi non lasciano in pace neanche i numeri. E dal 70 in poi fanno i conti in un modo tutto loro che, per quanto semplice dal punto di vista matematico, è abbastanza odioso, sia da applicare, sia da capire. Almeno finché non ci si abitua.

La comunicazione

Grammatica, fonetica, vocabolario servono per un solo scopo: la comunicazione. Mettendo insieme tutti questi elementi possiamo certamente comunicare bene in francese, ma per fare le cose a regola d’arte ci mancano alcune peculiarità che sono proprio legate alla comunicazione, e che quindi vanno oltre la “semplice” grammatica, la traduzione letterale delle parole o la loro pronuncia e ortografia.

  • I registri della lingua

Esistono, di fatto, anche in italiano, quando usiamo un linguaggio più formale o più familiare, ma diciamo che in francese la differenza tra questi registri è molto sentita, e guai a chi li mischia!

  • I modi di dire e le frasi fatte

Direste mai “sono stanco deceduto” invece di “sono stanco morto”? Letteralmente il significato è lo stesso, ma la frase fatta richiede l’uso di “quell’altra” parola… Ebbene, anche il francese è pieno di queste expressions figées, e conoscerle permette di entrare ancora di più nell’autenticità della lingua. E siccome il francese assomiglia tantissimo all’italiano, troverete molto spesso frasi fatte o, ancor più, proverbi, praticamente identici ai nostri!

Ecco, queste sono le particolarità della lingua francese che, secondo me, potrebbero rallentare il nostro slancio spassionato verso il bilinguismo. Ma niente panico!

Come in moltissime situazioni della vita, un qualcosa può sembrarci complicato semplicemente perché non abbiamo ancora iniziato a conoscerlo da vicino, magari perché non abbiamo avuto gli strumenti adatti o una guida adatta che ci facesse vedere le cose in modo chiaro e assolutamente comprensibile!

Ti racconto questo piccolo aneddoto a titolo di esempio.

Io, in quarto liceo (facevo lo scientifico) avevo un po’ di problemi in matematica… Chi non ha problemi in matematica, dico io!? Bon, “problemi”, oscillavo tra dignitosissimi 6 e 7, ma per me che sin dalle elementari ero sempre stata un genietto in materia, faticare tanto per avere la sufficienza non era molto normale.

Così, dopo qualche anno che arrancavo, e preoccupata soprattutto per la maturità che si avvicinava, ho deciso di andare a ripetizioni. Risultato? Ho iniziato da subito a prendere tutti 9 e 10, a fine anno sono uscita con 10 in matematica, e ho proseguito questo andazzo anche in V liceo pur smettendo di prendere ripetizioni, per non parlare dell’esame di maturità che è stato ottimo.

Niente niente il VERO “problema” non era la materia, né tanto meno io, ma la prof.?

Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che spesso le nostre paure sono facilmente superabili, basta non avere pregiudizi (con il francese… / con la matematica… non sarò mai capace) e farsi aiutare dalle persone giuste.

Bon, se sei arrivato a leggere fino a qui, se hai qualche timore legato alla lingua francese, o se semplicemente non ne sai nulla e vuoi iniziare a curiosare nei meandri delle sue particolarità, ti invito a scaricare la guida gratuita che ho preparato per te. Ti presenterò alcuni degli aspetti citati qui sopra, così da iniziare a familiarizzare con questo francese lontano e “strano”. E chissà che non ti faccia anche sorridere un po’!

Se vuoi saperne di più sulla guida gratuita, vai alla pagina Risorse gratuite. 

Et à bientôt !

Silvia Tarantino
Silvia Tarantino

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