Espressioni tipiche francesi nel testo “Jumelage Rome-Paris”

Quando leggiamo un testo in francese o ascoltiamo un audio o guardiamo un video, molto spesso capiamo più o meno precisamente quello che si dice, ma in molti casi, se scendessimo davvero nel dettaglio, FORSE ci accorgeremmo che non è proprio tutto chiaro.

Intendiamoci, è un ottimo esercizio il non-soffermarsi sui particolari, se questo significa non lasciarci bloccare da ciò che non conosciamo e cercare di ricostruire il senso del discorso anche senza avere chiari tutti gli elementi.

Tuttavia, ricordiamoci – e valutiamolo caso per caso – che per imparare bene una lingua è importante anche avere curiosità e voglia di saperne sempre di più.

Per questo, un esercizio che trovo molto utile e che è alla base del mio corso di Guida all’ascolto consiste nell’analisi di alcuni brani (audio o video di madrelingua) dal punto di vista dei tre pilastri della lingua: pronuncia – lessico – grammatica.

Quello che ti propongo oggi in questo articolo è un piccolo assaggio di cosa intendo.

Partirò da un articolo che ho scritto in francese e che puoi trovare integralmente al link seguente: Jumelage Rome-Paris; e ti farò notare alcuni particolari a cui forse non hai prestato molta attenzione, ma che nascondono piccole grandi differenze tra francese e italiano.

È solo una selezione ovviamente: a seconda del tuo livello linguistico potrebbero esserci tante altre cose da dire, o magari no, sai già tutto, et alors tant mieux ! 😁

N'importe quel​

Ce n'est pas n'importe quel jumelage.

La locuzione n’importe quel in francese – letteralmente non importa quale – si traduce in italiano come “qualsiasi”. Infatti possiamo tradurre dicendo: “non è un gemellaggio qualsiasi”.

Pour aller plus loin

Espressioni simili a questa sono:

  • N’importe où – Ovunque
    Je suis prêt à aller n’importe où pour trouver ce que je cherche. (Sono pronto a andare ovunque per trovare quello che sto cercando.)
  • N’importe quand – “non importa quando”, quindi Quando vuoi
    Tu peux me joindre n’importe quand si tu as besoin d’aide. (Puoi contattarmi quando vuoi se hai bisogno di aiuto.)
  • N’importe qui – Chiunque
    N’importe qui peut participer à cette compétition, il n’y a pas de limite d’âge. (Chiunque può partecipare a questa competizione, non c’è limite di età.

Et j'en passe

Des concerts, des festivals, des expositions et j’en passe

Questa espressione ha origini nel testo di Victor Hugo, “Hernani”.

Viene utilizzata quando uno dei personaggi, presentando una serie di quadri a un Re impaziente, decide di “tagliar corto” e dice: “e ne tralascio… e dei migliori”.

La forma completa dell’espressione è: et j’en passe, et des meilleurs, e si usa col senso di “e così via, e potrei continuare…”.

Pour aller plus loin

Un altro modo, stavolta più colloquiale, familier, per dire “e così via” è il simpaticissimo “et patati et patata” (con relativi accenti sulla i di patati e sulla a finale di patata, ovviamente!).

La prima volta che l’ho sentito ho detto SCUSA??? 🤣
J’adore !

E chiaramente il classico Et cetera, che potresti trovare scritto anche et cætera, et caetera, et cétéra, etcétéra, insomma in mille modi! Ma più semplicemente abbreviato in etc.

En 1962

En signe d’amitié, en 1962 Rome a offert à Paris une réplique de la Louve capitoline

In italiano, quando si parla di date, diciamo “nel 1962, nel 1984, NEL…..”

Usiamo quindi una preposizione articolata (mamma mia che brutta parola..!) 😅
Sì insomma, una parolina che “contiene un articolo”.

Ebbene, in francese non è così.

Per dire che qualcosa è successo in un anno preciso si usa solo EN + anno preciso (senza articolo).
Ci avevi mai fatto caso?

Ce qui ...

... deux jumeaux abandonnés, Romolo et Remo (Romulus et Remus), ont été sauvés et nourris par une louve (ce qui est représenté par la sculpture).

… due gemelli abbandonati, Romolo e Remo, sono stati salvati e nutriti da una lupa (il che è rappresentato dalla scultura).

Qui c’è una costruzione un po’ particolare con questo “ce qui est” … molto molto usata!

Hai presente quando usi i pronomi relativi (🇫🇷 qui/que) per non ripetere una parola precisa?
Es. J’ai eu la réponse QUE j’attendais depuis longtemps (ho avuto la risposta CHE aspettavo da molto), dove quel que si riferisce alla risposta.

Ecco. Quando il pronome relativo non sostituisce una singola parola ma un’intera frase, un intero concetto, si usa questo ce que/ce qui a seconda dei casi.

In italiano corrisponde a quando dicamo ad esempio “il che… / la qual cosa / cosa che…”
Es. Il m’a proposé de diner ensemble, ce qui m’a fait vraiment plaisir (mi ha proposto di cenare insieme, il che / la qual cosa / cosa che… mi ha fatto davvero piacere).

Quelques années

Quelques années plus tard, Romolo a fondé la ville de Rome, qui porte en effet son nom.

Ne avevo già parlato in questo articolo, ma ci tengo a ripeterlo perché è un errore molto frequente degli Italiani che parlano francese.

Quando vogliamo dire “qualche + nome” intendendo ALCUNI/E + nome (qualche anno/alcuni anni), in francese si usa questo quelques, che sì, assomiglia – come parola – al nostro “qualche”, ma va usato al plurale (+ nome plurale) come il nostro “alcuni/e”.

Quindi, quelques années, con relativa liaison obbligatoria, e NON ❌ quelque année. ❌

Alors que

Les expositions temporaires sont quand même payantes, alors que pour les habitants de Rome elles sont accessibles gratuitement

Le esposizioni temporanee sono comunque a pagamento, mentre invece per gli abitanti di Roma sono accessibili gratuitamente.

Questo “alors que” è molto usato e molto utile, è una di quelle parole che quando capisci come usarla non ne puoi più fare a meno.

Si usa per dire “mentre”, nel senso di “invece”, cioè in opposizione a quanto detto subito prima.

Es. Normalement j’arrive au travail en 10 minutes, alors qu’aujourd’hui je suis arrivée une demie heure plus tard à cause d’un accident. (In genere arrivo a lavor in 10 minuti, mentre oggi sono arrivata mezz’ora più tardi a causa di un incidente).

Bene, per oggi è tutto, spero che questa piccola analisi ti sia piaciuta.

Qui mi sono limitata a una selezione di dettagli di lessico e grammatica, ma è interessantissimo anche il discorso della pronuncia.

Quante volte non capiamo un discorso orale, non per la complessità del linguaggio usato, ma per proprio per il modo di PARLARE dei madrelingua francesi?

Tutto questo è oggetto del mio corso di Guida all’Ascolto: una selezione di quasi 60 video di cui analizzo nel dettaglio i tre aspetti del francese che possono mettere in difficoltà la nostra comprensione orale: pronuncia, vocabolario, costruzioni grammaticali particolari.

Se ti interessa saperne di più, compila il form qui sotto per avere informazioni e uno sconto speciale quando riaprirò le iscrizioni! 😊

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