Gli arrondissement di Parigi da ieri a domani

Parigi oggi è divisa in 20 arrondissement, ciascuno di essi a sua volta suddiviso in 4 quartieri.

Che cos’è un arrondissement?

Un arrondissement è una divisione amministrativa con a capo un sindaco eletto. In pratica è un po’ come i nostri Municipi, o circoscrizioni, che nelle città piccole corrispondono al comune, e in quelle grandi suddividono la città in territori più o meno estesi che comprendono ciascuno vari quartieri. In Francia, solo Parigi, Lione e Marsiglia sono divise in arrondissement.

A Parigi però non è che ci siano “20 sindaci”, ma il capo di ogni arrondissement (che si chiama Maire come il sindaco della città) ha comunque diversi poteri nel suo territorio, anche se limitati rispetto al sindaco vero e proprio della città.

Maire d’arrondissement : capo del municipio
Maire de la ville : sindaco della città

La Mairie : il municipio / il comune. Es. La Mairie du 13ème / La Mairie de Paris

I venti arrondissement parigini, chiamati con molta fantasia 1°, 2°, 3°… fino a 20° (come, del resto, in tutte le città, anche italiane), formano una spirale che parte dal centro, formando una sorta di chiocciola.

A Parigi la suddivisione in arrondissement è molto netta e “sentita” dalla popolazione. I Parigini, infatti, e in generale tutti gli abitanti di Parigi, “ragionano per arrondissement”. Gli arrondissement non sono solo delle zone amministrative o geografiche. Sono veri e propri universi: qualunque attività, luogo o informazione a Parigi è pienamente compresa solo se geolocalizzata tramite arrondissement.

– Abito a rue Jouffroi d’Abbans.
– Che ???
– Nel 17°
– Ahhhh Ok !!!

È come se il capire “dove” accade qualcosa permettesse di convogliare nella testa tutta una serie di informazioni legate a quel luogo, così che, definito l’arrondissement, le persone capiscono di colpo di cosa stai parlando.

E tra le informazioni può esserci anche qualche cliché.

A volte si può anche entrare un po’ più nel dettaglio, specificando il quartiere, ad esempio:

J’habite à Montparnasse / J’habite à Montparnasse, dans le 14ème. (Abito a Montparnasse / Abito a Montparnasse, nel 14°)

Arrondissement e cliché

Per esempio, a ovest ci sono i ricchi. Se nel 7°, 8° e 15° arrondissement ci sono persone agiate, nel 16° si trovano i VERI ricchi. Per descrivere una persona chic si dice infatti Elle fait très 16ème, cioè, “fa molto 16°”.

In effetti, quando abitavo a Parigi il mio primo lavoro è stato babisitteraggio in una famiglia che abitava appunto nel 16°. Ragazzi, cliché veri o no, questa famiglia era parecchio agiata (almeno per i miei canoni)! Da qui a pensare che quelli che abitano nel 16° sono tutti ricconi è un attimo, dimenticando che ci sono sempre eccezioni che confermano la regola.

Ad esempio, per un paio di mesi è capitato anche a me di abitare nel 16°. Non avevo certo vinto al lotto, anzi, avevo dovuto lasciare la casa in cui abitavo da un anno perché il padrone di casa si era dovuto trasferire all’improvviso e aveva dovuto mandar via tutti gli inquilini. Trovare casa a Parigi era (ed è in generale) più difficile che trovare lavoro in Italia; non sapevo dove andare e mi sono provvisoriamente sistemata a casa di un’amica, che appunto abitava nel 16ème. Ho traslocato i miei pochi bagagli trasportandoli in velib’ (le bici a noleggio disponibili in tutta Parigi), addirittura appendendo le buste ai pedali e spingendo la bici a mano. Insomma la situazione non era delle più rosee, ma ogni volta che dicevo di abitare nel 16° (J’habite dans le 16ème) mi guardavano tutti come se fossi figlia di un emiro per potermi permettere un tale lusso!

Ma questo luogo comune ha un suo fondamento storico che vede una ripartizione della popolazione cittadina in modo distinto tra ricchi e poveri.

Se gli arrondissement ricchi si trovano a ovest, quelli più poveri si trovano a nord-est della città. Alle latitudini di Parigi infatti, i venti soffiano da ovest a est/nord-est, e durante l’industrializzazione del XIX secolo la popolazione si sarebbe così ripartita: a ovest la borghesia al riparo dai fumi delle industrie, a est gli operai sotto al fumo.

Ancora oggi troviamo in questi arrondissement (18, 19 e 20) i Parigini meno abbienti, così come molti immigrati del Magreb, dell’Asia o dell’Africa nera.

Altri cliché: il 13° arrondissement per il Parigino è China Town, con supermercati asiatici e il famoso Capodanno cinese. L’11° è l’arrondissement più alla moda, con mercati bio, boutiques di design, atelier di artisti, ristoranti esotici, sale di balli latino americani etc.

Parigi non è sempre stata una chiocciola

La storia degli arrondissement parigini, iniziata qualche secolo fa, è segnata da tappe ben precise che caratterizzano l’evoluzione non solo dei municipi, ma della città stessa.

1795: si ha la prima suddivisione, quando il territorio urbano viene diviso in 12 arrondissement. All’epoca la città era più piccola di adesso, occupando la superficie che oggi corrisponde dal primo arrondissement fino all’undicesimo circa, con una parte del 12° e 13°. Esistevano 9 arrondissement sulla rive droite della Senna, e 3 sulla rive gauche, numerati all’incirca in ordine crescente da ovest a est e da nord a sud.

1860: il barone Haussmann mette Parigi sottosopra. Vengono annessi alla città alcuni sobborghi periferici, ridisegnando così il perimetro comunale e i municipi interni: si passa così da 12 a 20 arrondissement

Nel creare i nuovi arrondissement, vengono rivisti tutti i perimetri e la vecchia numerazione.

Perché non si è mantenuta la numerazione da sinistra a destra e da nord a sud con i nuovi arrondissements?

Il motivo è che, così facendo, il territorio che oggi corrisponde al 16° arrondissement (quello dei “ricchi”) sarebbe diventato 13°, il che non piacque alla nobiltà dell’epoca per via di un curioso aneddoto: prima del 1859, si usava dire Se marier à la mairie du 13ème arrondissement “sposarsi nel XIII arrondissement”, per indicare le coppie che convivevano senza essere regolarmente sposate (scandaloso all’epoca), in quanto il 13° non esisteva ancora. Quindi era come dire “non sposate”. Fu così che si adottò la numerazione a spirale che è rimasta anche oggi, facendo cadere il 13° arrondissement in una zona più a est, quindi più popolare.

Gli arrondissement nel futuro

Dagli interventi di Haussmann nulla è cambiato, ma a quanto pare presto la “chiocciola parigina” si ingrandirà ancora di più. È dal 2016 circa che si parla di Grand Paris. Si tratta della creazione di una vasta metropoli, collegando Parigi e le sue banlieues, cioè le aree limitrofe alla città. È un progetto a cui stanno lavorando molto intensamente e che si prevede realizzato entro il 2030. Non sarà solo un ampliamento amministrativo, ma una progettazione a scala extraurbana che coinvolgerà un territorio molto vasto con progetti legati soprattutto a una nuova mobilità sostenibile.

Inoltre, tra il 2018 e l’inizio del 2019 è stato proposto di unificare i primi 4 arrondissement di Parigi in un unico municipio. In realtà, sia nei nomi delle strade (nelle cui targhe è indicato il numero dell’arrondissement a cui appartengono), sia nelle indicazioni turistiche e ovviamente nella mentalità dei cittadini, rimarrà la classica suddivisione nei quattro “vecchi” arrondissement. Ma dal punto di vista amministrativo, quest’ano (2020) saranno unificati in un unico “maxi-municipio”. 

Per la scelta del nome del nuovo arrondissement centrale di Parigi è stata chiesta attivamente la partecipazione degli abitanti delle zone interessate, che hanno inviato più di 900 proposte, tra le quali, in seguito a un sondaggio, è stato scelto il nuovo nome dei quattro arrondissement unificati.

Signore e signori, preparatevi a sentir parlare di Paris centre !

Les nombres ordinaux (i numeri ordinali)

Les nombres ordinaux: premier première deuxième troisième quatrième cinquième sixième septième huitième neuvième dixième onzième douzième troisième quatorzième quinzième seizième dix-septième dix-huitième dix-neuvième vingtième

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3 pensieri su “Gli arrondissement di Parigi da ieri a domani

  1. valeria scrive:

    Ciao! Sto seguendo i tuoi podcast su Spotify perchè ero interessata ad imparare il francese, ma è anche interessante spolverare la storia e la cultura del paese! Mi sono davvero divertita ad ascoltare questo podcast, grazie 🙂

  2. Erika scrive:

    Ciao Sissi! Che bello questo articolo! Non sapevo proprio nulla di Parigi, ma è stato bello imparare qualcosa…. mi sento decisamente più colta! Ahahahah! Scherzi a parte, davvero interessante, anche per una profana come me!

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